Nuove generazioni, nuovi modi per investire

Il mondo degli investimenti è sempre stato molto, “ statico”.

 

Ma con il tempo e le nuove esigenze delle più recenti generazioni, molto è cambiato.

 

Sono diverse le domande a cui rispondere.

 Come si investe oggi?

Chi sono i nuovi investitori?

Dove si può investire?

Su cosa investire oggi? 

Aspetti fiscali?

 

Come si investe oggi?   Beh dicendo che vi è un mondo diverso.


Il tema della finanza che sta arrivando, è arrivata, un tema che sta prendendo diversi aspetti e che ci si sta sempre di più avvicinando a questo mondo con un approccio che va a scardinare le logiche del passato.

Erano logiche legate a dei tempi molto precisi, quelli di apertura e di chiusura dei mercati, ai parametri che venivano fissati dai mercati, tipo blocco minimo per acquistare un titolo, al fatto che si potessero comprare solo determinate tipologie di strumenti, come in particolare azioni e obbligazione.

 

Chi sono i nuovi investitori? Nuovi adepti crescono…

 

Infatti, oggi per effetto della progressiva apertura dei mercati verso nuove tipologie di prodotti finanziari, si stanno affacciando su questi mercati soprattutto le nuove generazioni e parliamo delle generazioni dei neo diciottenni, la cosiddetta generazione Z, cosi detta zoomer.

Specifichiamo meglio questo groviglio generazionale.

Con il termine Generazione Z ci si riferisce alla generazione dei nati tra la fine degli anni '90 e la fine degli anni 2000. Un aspetto importante di questa generazione è il suo diffuso utilizzo di Internet sin dall'infanzia. I membri della Generazione Z sono considerati come avvezzi all'uso della tecnologia e dei social media, che incidono per una parte significativa sul loro processo di socializzazione. Pertanto, sono stati definiti "nativi digitali".

I membri della Generazione Z sono generalmente figli della Generazione X (1965-1980) e degli ultimi Baby boomers. La generazione che ha preceduto la Generazione Z è quella dei Millennial, mentre la generazione successiva, che comprende i nati dal 2010 in poi, è stata chiamata Generazione Alpha.

Questa generazione Z, si sta avvicinando al mondo della finanza, con una modalità che è completamente diversa, rispetto alla precedente generazione.

 

Dove investono?


Ma la prima differenza da sottolineare, è rispetto alla modalità di negoziazione, in passato si era abituati a negoziare solo in un determinato lasso temporale, apertura e chiusura dei mercati, orari ben definiti.

Oggi invece ci sono piattaforme, come Bitpanda oppure Robinhood nata negli States e al momento non utilizzabile in Europa, queste piattaforme hanno come logo, una parola d'ordine... "Investi in quello che vuoi"!

 

Su cosa investono oggi?

 

Se l’incipit è “Investi in quello che vuoi” ….

Queste piattaforme danno la possibilità di comprare, azioni, obbligazioni, criptovaluta, monete, metalli preziosi e tutto quello che può essere comprato e venduto.

 

Praticamente, come investono?

 

Come detto oggi oltre la cosa importante della grande varietà di strumenti che possono essere trattati, vi è da dire che queste modalità hanno abbattuto la logica del "quando" comprare, non esiste più un limite temporale, specialmente su certi mercati come quello delle criptovalute, in cui si può acquistare e vendere anche di notte, a natale e capodanno!

Un tempo c'erano i borsini, posti dedicati alla compravendita e solo ad un certo orario. La tecnologia e il progresso hanno davvero spazzato via quelle che erano le modalità di un tempo.

Tra le modalità c'era il famoso lotto minimo, si potevano comprare solo rispettando il minimo del lotto previsto, tipo 10 azioni, 50, ma non di meno o diverso dal multiplo del lotto.


Queste piattaforme stanno smontando anche questo retaggio del passato, infatti si possono comprare" frazioni" di azioni o strumenti finanziari. Questa possibilità ovviamente ha determinato un progressivo avvicinamento a questi mercati, ed è positivo, delle nuove generazioni, dei 16/18 e 20enni, che ovviamente non hanno grandi disponibilità, ma pensano di avere informazioni privilegiate oppure si mettono d'accordo, esempio lampante il fenomeno Game stop che ha scardinato le logiche del mercato, dove tanti piccoli, piccolissimi investitori, hanno puntato pochi soldi sul titolo facendo girare la voce tra di loro autoalimentando il corso del titolo, contrastando così anche la vecchia finanza, poi sappiamo come è andata a finire, con lo " scoppio" delle quotazione del titolo.

Questo esempio però è sintomatico di un mondo, un nuovo mondo fatto di piccoli risparmiatori che si stanno avvicinando alla finanza, ma con una logica completamente diversa dal passato.


Non è più la logica del cassettista, di aspettare il dividendo, ma la più "reazionaria" logica del mordi e fuggi, del guadagnare qualcosa speculando, sulle criptovalute, su frazioni di azioni.

Per esempio l'azione Tesla, una singola azione è arrivata a oltre 1000$, ma attraverso queste piattaforme, si possono comprare delle frazioni di Tesla, speculando sull'andamento del titolo investendo cifre basse, 20/50$, anche se il valore del titolo di una singola azione è elevatissimo.

 

Bene, ma l’aspetto fiscale?


Quando poi si usano strumenti finanziari come le criptovalute, questi strumenti hanno anche una sorta di vantaggio fiscale, perché ad oggi la compravendita di criptovaluta, ha un vuoto normativo sul piano della qualificazione giuridica dello strumento.

Secondo alcuni è un prodotto finanziario, secondo l'agenzia dell'entrate è una valuta estera, e questa Vacatio legis, contribuisce anche ad aumentare i fenomeni speculativi.

Il tema della fiscalità, sta cambiando il mondo delle criptovalute, nelle settimane scorse è uscita una risposta, da parte dell'agenzia delle entrate ad un interpello, che sostanzialmente dice che la detenzione di criptovalute, sconta degli obblighi di dichiarazione nel quadro Rw della dichiarazione fiscale, ovviamente non per importi bassi, i 10/20 o 50€ di cui sopra. Il limite è se si detengono importi superiori a 10.000€, se non si ottempera a questo obbligo, si va incontro a delle sanzioni. Mentre non è ancora chiaro come deve essere tassata la plusvalenza sulla compravendita della criptovaluta. L'agenzia delle entrate al "momento" considera le criptovalute, come delle valute estere e quindi assoggetta l'eventuale plusvalenza alle norme previste dal testo unico sui redditi, ossia se si detengono delle criptovalute e si  vendono generando una plusvalenza, questa deve essere tassata al 26% direttamente in dichiarazione dei redditi, in particolare se questa plusvalenza venga detenuta per almeno sette giorni, su un importo di 51.000€, in sostanza è un fai da te, perché al momento non esiste un soggetto che fa da sostituto d'imposta, con quindi tutti i limiti e le problematiche del fai da te...

 

Quali i rischi?


Questo deve portare ad avere la giusta attenzione, ad informarsi preventivamente sulla scelta della criptovaluta, che in questo ultimo anno sono nate come funghi. Capire quali sono le più liquide, il rischio spesso è che dietro questi strumenti si nascondano delle truffe.

Per fare l'immissione di una nuova criptovaluta, si deve necessariamente fare ricorso a paesi diversi dall'Italia o dei principali paesi europei, questo perché non esiste una legislazione che consente l'emissione.  Solo paesi come Malta o altri extraeuropei dove la legislazione permette l'emissione, è possibile.

Ma è ovvio che al contempo vi è anche una minore vigilanza, chi fa la raccolta con la liquidity pull?  Una specie di piscina dove viene raccolta la liquidità.


Il rischio è principalmente questo, quindi capire a chi è in "mano" la liquidity pull, se è un soggetto terzo, vigilato in un certo modo e ha quindi un grado di sicurezza certamente maggiore, viceversa se è in capo a persone fisiche e/o soggetti che non sottostanno ad una vigilanza, è chiaro che il rischio che la piscina venga "svuotata" è molto alto, facendo arrivare i soldi in qualche paese in cui poi diventa davvero difficile recuperarli.

Serve una grande attenzione preventiva, come tutti i mondi nuovi ci si deve avvicinare cercando il più possibile di farsi aiutare e consigliare da chi conosce bene questo mondo, evitare di fare il fai da te.

Altro aspetto importante è poi cercare di usare degli Exchange, mercati di scambio delle cripto, più conosciuti, affidabili e solidi, che adottando anche delle cautele nei confronti di chi compra e vende le cripto. Ce ne sono affidabili, alcuni sono anche quotati sui mercati americani.

Quindi prima mi comprare criptovalute, con detenzione diretta, meglio valutare tutti questi aspetti. Forse l'alternativa degli ETF può essere la giusta soluzione, che investe in criptovalute, ma che invece come tutti gli altri strumenti finanziari, può beneficiare del pagamento delle imposte attraverso un sostituto d'imposte, e si ottiene un effetto simile a quello che si avrebbe detenendo direttamente la criptovaluta, ma non ci sono i problemi di adempimento fiscale che sono associati al mondo cripto.


Quindi, alternativa alla detenzione diretta.


Per chi vuole avvicinarsi al mondo delle criptovalute in modo ancora più sicuro e controllato, può pensare di acquistare degli strumenti che acquistano criptovalute e quindi in modo indiretto, in America è stato quotato il primo ETF, ma anche in Europa ci sono ETF con sottostante le criptovalute.

Una scelta del genere può ovviamente essere migliore considerando la sicurezza, perché ovviamente dietro questi strumenti c'è una attività di verifica preventiva anche da parte dell'autorità di vigilanza, che dovrebbe essere garanzia di lavorare con un soggetto che ha avviato questa attività con un percorso regolamentato, con iter autorizzativi, sottostando ad una autorità di vigilanza che fa i controlli sugli operatori.

 

Maggiore liberta, perdita di tutele per il risparmiatore.

 

Certamente la facilità di operare su queste piattaforme in piena autonomia, rende fruibile il servizio in ogni momento, ma questa modalità detta anche Execution-only, fa cadere una serie di barriere normative pensate per tutelare gli investitori, l'appropriatezza, adeguatezza a seconda dei contesti, insomma una serie di normative invece ben presenti in un rapporto di consulenza, con un consulente finanziario, che deve sottostare a tutta una serie di obblighi a tutela del risparmiatore.

 

Concludendo.

Quindi va bene, allargare gli orizzonti d'investimento, vanno bene le criptovalute, va bene utilizzare piattaforme alternative che lasciano ampi spazi di negoziazione, ma è importante minimizzare il fai da te, e ancor più importante, per le criptovalute, l'aspetto fiscale, data l'attenzione che l'agenzia delle entrate ha posto, con una lente di ingrandimento sul mondo delle cripto.

 

Valutare bene quindi prima di investire in beni e attività nuove, che vanno conosciute, capite e definite bene, anche sotto l'aspetto fiscale, che spesso ha una importante valenza sul risultato finale degli investimenti.


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