Opportunità per imprese e investitori: dal crowfunding ai minibond


Le problematiche che devono affrontare gli imprenditori sono molteplici ed in un contesto davvero poco smart come quello italiano a volte diventano insormontabili.

Oggi voglio raccontarvi la storia di un mio cliente, un imprenditore davvero lungimirante. Durante uno dei nostri primi incontri mi sottopose tale quesito: “Ho una grande idea imprenditoriale per la mia società. Ho un innovativo brevetto ma mi manca una buona base di partenza per puntare verso l’orizzonte dove intravedo il mio obiettivo”.

La strada più semplice - l’indebitamento bancario - non era percorribile per motivazioni “relazionali“, personali, di condivisione di proprietà della società. Quando non si pianifica in anticipo, purtroppo, questo è uno dei primi ostacoli da affrontare oltre alla liquidità di breve termine. 

Bisognava trovare una leva. Di base, per racimolare le disponibilità si valuta il mercato dei capitali con la quotazione; ma anche in questo caso – dato le esigenze del cliente - la tempistica troppo dilazionata nel tempo era da escludere. 

 

Quando valutare la quotazione in Borsa?

Vorrei comunque fare un inciso su tale possibilità. L’ingresso a Piazza Affari può rappresentare per le aziende familiari una modalità alternativa per patrimonializzare l’impresa e preservarne il valore nel tempo nell’ambito dei passaggi generazionali. Il controllo familiare è l’elemento che connota maggiormente il tessuto imprenditoriale italiano. La trasversalità delle imprese guidate da esponenti di una o più famiglie è evidenziata dall’elevata percentuale sul totale delle PMI, che contribuiscono significativamente sul PIL italiano. L’IPO consente di ottenere benefici sulla struttura finanziaria per effetto di un maggiore equilibrio fra le diverse fonti di finanziamento disponibili, combinando l’equity all’autofinanziamento e al debito. L’impresa familiare può attuare con l’IPO un significativo potenziamento della struttura creando le premesse per lo sviluppo duraturo e profittevole. 

Grazie ai capitali ottenuti attraverso la quotazione l’azienda migliora la propria capacità di crescere nel lungo periodo, con molteplici vantaggi non soltanto legati al reperimento di risorse finanziare indispensabili per lo sviluppo; la quotazione permette infatti di sostenere la competitività, di ampliare la quota di mercato, di aumentare il bagaglio di competenze in capo al management e alle figure professionali dell’azienda, generando ritorni in termini di forza contrattuale, visibilità e di effetti reputazionali, derivanti principalmente dalla realizzazione di rapporto trasparente e regolamentato con il mercato finanziario. 

Per le aziende familiari il percorso di quotazione può rendere maggiormente strutturato il rapporto tra proprietà e gestione con l’implementazione di un processo di managerializzazione dell’impresa, fondamentale per operare nella complessità e nelle sfide dei mercati internazionali. È da sottolineare che la decisione di quotarsi richiede da parte dell’imprenditore un considerevole cambiamento culturale, di apertura agli investitori e di trasparenza, elementi necessari per ottenere i maggiori benefici dalla quotazione. 

Sul mercato la quotazione si può realizzare con un’apertura iniziale del capitale formulata su misura, senza la perdita del controllo da parte del gruppo familiare proprietario, in quanto è richiesto un flottante minimo. Con la quotazione su AIM Italia, le imprese familiari possono garantire la stabilità della struttura proprietaria, senza il rischio di perdita del controllo dell’azienda, elemento percepito come inibitore alla quotazione. Il successo di questo strumento finanziario negli ultimi anni è testimonianza della validità della scelta strategica compiuta da molti piccoli e medi imprenditori. 

In sintesi: è necessario che la quotazione venga percepita sempre più dagli imprenditori come il fulcro di un modello di crescita alternativo e sostenibile e che deve inserirsi in maniera equilibrata anche nelle logiche di ricambio generazionale, per facilitare il passaggio di testimone e crescere, ma che ha i suoi tempi e regole, per questo non ho potuto scegliere questa soluzione.

 

Come reperire le disponibilità necessarie?

In Italia si è sviluppata una nuova modalità: l’equity crowdfunding. Di cosa si tratta?

Con tale termine si vuole intendere il processo con cui più persone (folla o crowd) conferiscono somme di denaro (funding) attraverso una piattaforma informatica online col preciso obiettivo di finanziare un progetto imprenditoriale o altre iniziative in settori diversi (immobiliare, artistico, culturale, scientifico, altruistico), ricevendo in cambio, auspicabilmente, un van­taggio di natura economica o, comunque, un riconoscimento, anche di carattere morale. La normativa prevede l’utilizzo di tale strumento solo per le start-up innovative alla successiva apertura alle S.R.L/PMI

Il mercato dei capitali però non è solo equity ma anche debito. Concentriamoci adesso sulle obbligazioni emesse da società private, i corporate bond.

La normativa di base dell’ordinamento giuridico italiano sulla disciplina dei titoli obbligazionari è costituita dagli articoli del codice civile dal 2410 al 2420-ter (un discorso a parte meritano poi le obbligazioni bancarie, la cui disciplina è dettata dall’articolo 12 del Testo unico bancario, in parziale deroga a quanto previsto dal codice civile). Anche in questo caso i paletti qualitativi e quantitativi nonché tempistiche che non sono propriamente veloci.

Vi è una alternativa? Sì, come sempre le crisi e i periodi di crisi portano sempre nuove opportunità!

I minibond. Tali strumenti sono titoli di debito emessi dalle imprese e sottoscritti da investitori professionali e qualificati, che a fronte della raccolta di capitale offrono una remunerazione contrattualmente stabilita attraverso il pagamento di cedole; altra forma di finanziamento alternativa al finanziamento bancario.

Ma cosa c’è di nuovo? Beh, molto direi.

Prima dell’entrata in vigore del decreto Sviluppo, il codice civile stabiliva, all’art. 2412, un limite all’emissione di obbligazioni, prevedendo che le società potevano emettere obbligazioni (al portatore e nominative) per una somma complessivamente non eccedente il doppio del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato.

Il decreto Sviluppo ha esteso la possibilità di emettere obbligazioni superiori al doppio del patrimonio netto a tutte le società non quotate, diverse dalle banche e dalle microimprese, che emettono obbligazioni destinate ad essere quotate in mercati regolamentati 

I minibond sono un innovativo strumento di finanziamento per le aziende non quotate in Borsa. Con questo strumento le società possono reperire fondi dagli investitori fornendo in cambio titoli di credito in favore di chi desidera credere nel loro progetto, meno complicate e meno costose e con ulteriori vantaggi.

Al fine di agevolare il finanziamento delle PMI sul mercato dei capitali, i decreti Sviluppo e Sviluppo bis hanno introdotto le seguenti agevolazioni fiscali, già previste per i grandi emittenti (banche e società quotate):

  • deducibilità degli interessi passivi a favore degli emittenti e degli investitor
  • deducibilità dei costi emissione. 
  • esenzione della ritenuta d’acconto sugli interessi 

 

A fronte di cotanta generosità vi sono da sottolineare alcuni aspetti: il mini-bond non è uno strumento di supporto alle aziende in crisi ma un'opportunità di finanziamento sul mercato dei capitali per le aziende sane, con buone performance negli ultimi esercizi e con precisi programmi di crescita per i prossimi anni. Il rating, che si tratta di un giudizio di merito emesso da una società autorizzata dagli enti di vigilanza rispetto alla capacità dell’emittente di ottemperare agli impegni previsti circa la remunerazione e il rimborso del capitale, influenza la solvibilità ed il relativo tasso.

Il mercato del debito esiste anche all’estero e precisamente in Lussemburgo, dove non si trovano i suddetti limiti così stringenti, in merito al rapporto rating/performance/programmi di crescita.

Attraverso la costituzione di un consorzio di collocamento è possibile un placement praticamente senza limite oggettivo, ma ancor più importante, è possibile un collocamento di un bond unico utilizzando un “paniere” con all’interno più debitori, così da ammortizzare in maniera importante i costi di emissione e gestione.

 

Ricapitolando. Soluzione al quesito in apertura:

  • Collocamento minibond 
  • Placement bond su piazza estera con collocamento in paniere

Risultato

  • Liquidità più che sufficiente
  • Diversificazione debito 
  • Visibilità sui mercati dei capitali internazionali

Esigenza risolta.


 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

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